Da dove veniamo? Il caso di Pantano Borghese

 

Indagini sui rapporti isotopici dello stronzio sui campioni ossei e di denti.

Da dove veniamo? Il caso di Pantano Borghese

La Storia

Pantano Borghese, nota anche semplicemente come Pantano, è una frazione di Roma Capitale confinante a sud - est con il comune di Monte Compatri e a nord - ovest col comune di Finocchio.
Già a partire dal Medioevo la località era ben nota e conosciuta come Pantano de’ Grifi per via della conformazione paludosa del territorio; la denominazione “Borghese” fu aggiunta solo in seguito all’acquisizione di una vasta tenuta da parte del cardinale Scipione Caffarelli - Borghese nel 1613.
Questo posto, ancora oggi, possiede un certo fascino e risulta essere particolarmente interessante grazie ad un qualcosa che risale a migliaia di anni fa.

La scoperta

Infatti nel 2008, durante i lavori infrastrutturali della metropolitana C che collega il centro di Roma alle periferie sud-orientali e alle città lungo la Via Casilina, è stato scoperto in zona un sito archeologico datato nei secoli centrali del III millennio a.C.
Una scoperta del tutto fortuita che ha fornito la giusta occasione per poter analizzare i resti ritrovati con tecniche innovative e all’avanguardia, per rispondere a domande come “chi siamo?”, “da dove veniamo?”.
L’analisi isotopica dello stronzio radiogenico (87Sr / 86Sr) ci è sembrata da subito la strada migliore da intraprendere per ottenere nuovi dati con cui valutare modelli di migrazione, cambiamento culturale, colonizzazione, commercio e scambio ai tempi della preistoria.

Lo Stronzio, l'elemento della tracciabilità

Lo stronzio (Sr) è un elemento che si trova nella maggior parte delle rocce, nell’acqua, nel suolo, nelle piante e negli animali. In natura ha quattro isotopi stabili, di cui uno radioattivo: l’isotopo 87Sr.
Conoscendo i rapporti tra le concentrazioni dei diversi isotopi 87Sr/86Sr è possibile datare le rocce ma è anche vero, però, che per via della consistente massa atomica, i valori di 87Sr / 86Sr subiscono leggere variazioni quando passano dalle rocce al terreno, fino ad immettersi nella catena alimentare. È per tale motivo che la concentrazione di 87Sr / 86Sr nei tessuti umani riflette quella presente in acqua, piante e animali consumati e, di conseguenza, quella della conformazione rocciosa di una determinata area.

In particolare, è possibile ricercare tracce di stronzio nello smalto dei denti e nelle ossa umane rinvenute per distinguere gli indigeni dagli abitanti che si stabilirono nella loro stessa regione in seguito a una migrazione.
Lo smalto dei denti, infatti, si forma durante l'infanzia e la sua composizione chimica resta invariata durante tutta la vita; al contrario, le ossa si rimodellano continuamente.
Pertanto, le concentrazioni di 87Sr / 86Sr nello smalto dei denti e nelle ossa sono correlate, rispettivamente, alla dieta di un individuo durante l’infanzia e durante la sua età adulta. Di conseguenza, differenti valori di concentrazione di 87Sr / 86Sr nello smalto dei denti e nelle ossa di un individuo possono significare che lo stesso si è trasferito in una regione diversa da quella in cui ha vissuto durante l’infanzia.
Inoltre, confrontando le concentrazioni degli isotopi presenti nei denti di un solo individuo, avendo questi tempi di formazione diversi, è possibile capire quante migrazioni sono avvenute dalla sua prima infanzia fino all’adolescenza.

I risultati ottenuti!

Quanto appena detto costituisce l’obiettivo prefissato che avevamo intenzione di raggiungere e le analisi sono state effettuate con due diverse tecniche: TIMS (Thermal Ionization Mass Spectometry) e MC-ICP-MS (Multicollector-Inductively Coupled Plasma Mass Spectrometry).
L’MC-ICP-MS porta a risultati accurati e precisi simili a quelli ottenibili dalla TIMS, ma in tempi più brevi. Questa procedura, tuttavia, richiede una maggiore quantità di stronzio rispetto alla TIMS.
Naturalmente le due tecniche, molto diverse tra loro, hanno richiesto un diverso trattamento dei dati per l’analisi statistica volta all’identificazione dei soggetti non indigeni.
In definitiva, 13 campioni sono stati prelevati dallo smalto dei primi molari permanenti di altrettanti individui mentre ulteriori 4 campioni sono stati estratti da terriccio antico (risalente all’età del rame) e da denti di animali rinvenuti insieme ai resti umani durante gli scavi al fine di ottenere dei valori di confronto.
Ciò che ne è emerso è che 3 individui su 13 possono essere considerati potenziali stranieri stabilitisi nella zona di Pantano Borghese.